Propoli biologica (*)

vecchie e nuove prospettive per la salute 

 

la propoli è una  sostanza resinosa di origine vegetale che le api raccolgono dalle gemme o dalla corteccia di diverse alberi quali, nel bacino del Mediterraneo, il Pioppo, la Betulla, la Quercia, il Nocciolo, il Pino e il Salice.

Proprio per la sua caratteristica resinosa può trattenere polveri inquinanti ed è quindi necessario accertarsi che tale prodotto ne sia privo. Solo una propoli biologica ed italiana può darne garanzia

Questa sostanza resinosa una volta raccolta viene poi elaborata le quali aggiungono cera, polline e secrezioni salivari. Essa viene utilizzata come materiale da costruzione e a difesa dell’alveare, una difesa sia meccanica sia biologica.

Gli Egiziani già la usavano per le proprietà antiputrefattive (mummificazione) e i Greci e i Latini per il trattamento delle ferite, come cicatrizzante e disinfettante orale. Nella cultura persiana era impiegata per contrastare eczemi, mialgie e reumatismi. Gli Incas ne utilizzavano le doti antipiretiche.

La scoperta degli antibiotici ha relegato la propoli a rimedio medico primitivo, e quindi non più utilizzato, ma l’attuale farmaco-resistenza ai farmaci di sintesi sta riportando la ricerca farmacologica ad attingere nuove molecole dalla natura e ha rinnovato l’interesse verso questa sostanza usata per secoli.

Ancora oggi, nonostante l’evoluzione della farmacopea la propoli è considerata una dei prodotti naturali con le più sorprendenti azioni biologiche e terapeutiche quali azioni antimicrobica, antibiotica, antifungina, antinfiammatoria, analgesica, e antiossidante.

 

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(*) report multiresiduale
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